“è un brano che parla di noia, ma anche di frustrazione e rabbia. nasce da una sensazione di disconnessione e dal sentirsi spesso fuori posto, un po’ distante da quello che sembra “normale” negli altri. è come se ci fosse una fatica costante nello stare dentro le cose, dentro le persone, dentro me stessa. nel testo uso immagini molto quotidiane ma filtrate da questo stato, come “mi annoio come quando andavo a scuola” e “mi annoio come quando andavo in chiesa”, fino ad arrivare a “ho spento l’ultima candela accesa”, che rappresenta l’ultima preghiera, l’ultimo briciolo di speranza che si spegne. c’è anche una parte più diretta e di rigetto, quasi di ribellione, in cui dico “non voglio credere a queste stupide favole” e “non credo più di reggere tutta questa gente che non ha cura di me”, che diventa una frustrazione rivolta sia verso gli altri che verso me stessa, come conseguenza del non riuscire a stare bene con quello che sono. una frase chiave del brano è “allo specchio non mi guardo nemmeno più, vivo dentro uno schermo escape room”, che racconta questo distacco da sé, come se stessi vivendo dentro una realtà chiusa da cui non riesco a uscire.”
Scritta da Marisa Cuomo
Composta da Marisa Cuomo, Francesca Mattia Pisapia, Domenico Finizio
Prodotta da bhadmari